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31-01-2013
Analisi del bilancio dello stato italiano
Articolo

Si parla tanto del bilancio dello Stato, dei conti dello Stato italiano, di come vengono spesi i soldi, di debito pubblico, di sprechi... Avete mai pensato di rilevare con i vostri occhi in che modo lo Stato italiano investe le entrate al fine di sostenere i costi della "cosa pubblica" ?

Ho individuato sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze il conto economico previsionale per gli anni 2011, 2012, 2013, 2014. Poichè il documento risale ad ottobre 2011, ho ritenuto prendere in considerazione il bilancio 2011, sul quale la componente previsionale era sicuramente inferiore.

Cominciamo dalle entrate !

ENTRATE Mln€ Peso
ENTRATE CORRENTI            412.185   91,56%
Imposte dirette            236.846   52,61%
  IRE         181.658 40,35%
  IRES           40.103 8,91%
Imposte indirette            174.055   38,66%
  IVA           98.205 21,81%
ENTRATE EXTRA-TRIBUTARIE              36.940   8,21%
ALTRO                1.078   0,24%
TOTALE            450.203   100,00%

Lo Stato italiano si finanzia principalmente con le entrate correnti. In particolare le imposte dirette pesano per più del 50% e rappresentano dunque la componente più rilevante. Da notare che IRE ed IRES (imposte sui redditi di persone fisiche e società) cumulano circa 220 Miliardi di Euro, imposte "tolte" dalle buste paga, dai redditi degli imprenditori e dalle loro società.

Aggiungiamoci l'IVA, che consente di accumulare altri 98 Miliardi di Euro, che principalmente sono stati "raccolti" dalla spesa dei cittadini italiani, in quanto per le imprese esisterebbe la possibilità di compensare quella relativa alle spese e agli investimenti sostenuti, cosa che non è concessa ai privati.

Non ho riportato tutte le sottovoci per evitare confusione e rischiare di costituire un "accumulo di numeri" che non avrebbe assicurato al lettore la comprensione del bilancio.

Passiamo alle tanto criticate spese, dove invece le osservazioni fioccano !

SPESE Mln€ Peso
FUNZIONAMENTO (REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE)            89.415   12,04%
IRAP                4.713   0,63%
CONSUMI  INTERMEDI                7.654   1,03%
TRASF. AD AMM.NI PUBBLICHE          211.399   28,47%
  Centrali              8.639 1,16%
  Regioni           86.187 11,61%
  Enti Locali           15.075 2,03%
  Università              7.432 1,00%
  Previdenza sociale           93.486 12,59%
SOCIETA' DI SERVIZI PUBBLICI                2.601   0,35%
IMPRESE                1.352   0,18%
FAMIGLIE                3.657   0,49%
ESTERO                1.493   0,20%
FINANZIAMENTO BILANCIO U.E.            18.300   2,46%
INTERESSI              84.243   11,34%
  Buoni postali           10.000 1,35%
  Debito pubblico           67.655 9,11%
CORREZIONE ENTRATE              17.168   2,31%
AMMORTAMENTI                    910   0,12%
ALTRE SPESE CORRENTI                5.847   0,79%
INVESTIMENTI FISSI LORDI                4.877   0,66%
CONTRIBUTI PER INVESTIM. AMM.NI PUBBL.            16.936   2,28%
CONTRIBUTI PER INVESTIM. IMPRESE              5.065   0,68%
CONTRIBUTI PER INVESTIM. FAMIGLIE                    36   0,005%
TRASFERIMENTO ALL'ESTERO                    631   0,08%
ALTRI TRASFERIMENTI IN CONTO CAPITALE            14.386   1,94%
ACQUISIZIONE DI ATTIVITA' FINANZIARIE                  160   0,02%
RIMBORSO PASSIVITA' FINANZIARIE          209.985   28,28%
REGOLAZIONI CONTABILI              41.751   5,62%
TOTALE            742.579   100,00%

Le voci più "grasse" sono : funzionamento dello stato italiano 12%, fondi trasferiti alle amministrazioni pubbliche 28,5%, interessi 11%, rimborso passività finanziarie 28%.

Relativamente alle prime due voci, probabilmente occorrerebbe ottimizzare la spesa, ci sono sicuramente troppi sprechi, personale pubblico che "non fa nulla dalla mattina alla sera". Da notare come Regioni e previdenza sociale (es. INPS) costituiscano il 20% della spesa dello stato italiano. 

Restando sul tema dei costi "operativi", è opportuno mostrare uno schema di ripartizione degli stessi rispetto ad alcuni usi specifici (le aliquote si riferiscono sempre al totale costi complessivo) :

Organi costituzionali                2.986   0,40%
Difesa e sicurezza del territorio            19.365   2,61%
Competitività e sviluppo delle imprese              3.955   0,53%
Ricerca e innovazione                3.261   0,44%
Istruzione scolastica              42.063   5,66%
Istruzione universitaria                8.006   1,08%

Come potete osservare, ottimizzare gli sprechi degli organi costituzionali vuol dire agire sullo 0.4% del costo dello Stato italiano. E' sicuramente una necessità morale, ma dal punto di vista economico non si migliora assolutamente nulla. Supponendo di dimezzare queste spese non si recupererebbe nemmeno 1.5 mld di €, e con questa cifra non si risolve nessun problema dell'Italia, quindi tanti cari auguri a Grillo che continua a condurre questa battaglia da 3 Miliardi di Euro su 740 Miliardi di Euro di spesa pubblica.

Probabilmente potrebbero essere sfruttati meglio i costi sostenuti per la difesa, magari utilizzando l'esercito con maggiore frequenza nel controllo delle strade.

Sul supporto alle imprese e alla ricerca bisognerebbe invece gridare alla vergogna, perchè non si arriva nemmeno ad investire l'1% dei costi.... 

L'istruzione ha di suo un costo sostenuto, probabilmente sarà oggetta ad ulteriori tagli che rischiano di metterla in ginocchio.

Passiamo adesso alla gestione finanziaria, dove spiccano inevitabilmente le voci di costo relative ad interessi e rimborso passività finanziarie.

Specificamente la prima voce rappresenta il costo che lo Stato Italiano ha sostenuto per reperire liquidità, la quale è stata ottenuta ad un determinato tasso che ha cumulato 84 Mld di interessi. In particolare quelli relativi al debito pubblico sono circa 68. Come il più classico dei mutui, lo Stato Italiano oltre a restituire gli interessi deve restituire anche le rate del 2011, che ammontano a circa 210 miliardi di Euro. 

Sono numeri impressionanti : basti pensare che la differenza entrate-costi è di -292 Miliardi, per cui l'Italia sarà "costretta" a reperire questa quota per sostenere i costi previsti (e dunque il 40% dei costi dello Stato Italiano non sono coperti dalle entrate), ma se rimuovessimo aspetti finanziari (interessi e passività finanziarie ammontano a circa 294 Miliardi) il bilancio 2011 sarebbe in attivo di 2 Miliardi di Euro.

Sto affermando che se l'Italia non avesse questo debito pubblico sulle spalle sarebbe uno Stato in attivo, che non ha necessità di chiedere sforzi ai propri cittadini per ripianare le perdite di bilancio.

Nel 2011 il debito pubblico ha raggiunto i 1.900 Miliardi di € e nel 2012 ha superato quota 2.000. Sono numeri impressionanti, ogni italiano sulle spalle ha circa 33.000 Euro di debito pubblico !!!

Parliamo adesso di politiche economiche ! Cosa si dovrebbe fare per generare un cambiamento ? Austerità oppure libertà al mercato ?

Innanzitutto occorre considerare che un aumento della pressione fiscale consente sicuramente di aumentare le entrate, ma dall'altra parte probabilmente riduce i consumi e quindi i tributi sui redditi e l'IVA. Non è sicuramente facile ipotizzare gli eventi che possono manifestarsi quando si effettua una politica macroeconomica.

Viene però naturale immaginare che se il PIL si riduce probabilmente si riducono anche i redditi degli Italiani. Nel 2012 il PIL è sceso del 2.30%, mediamente negli stati europei è sceso dell'1%, per cui sicuramente una maggior riduzione in Italia è imputabile alle politiche economiche del governo Monti, provando a "sparare" due numeri 3-4 Mld di Euro si perderanno di imposte dirette ed anche il gettito IVA potrà risentire di qualche riduzione.

Dunque, comprendo come sia necessario recuperare 20 Mld di Euro con interventi su IMU e pensioni, ma parte di questi sforzi richiesti agli italiani sono vani dal momento che entrano più soldi da una parte e si riducono i redditi (sui quali si pagano le tasse) dall'altra.

Sarebbe stato giusto accompagnare una politica di "pressione fiscale esorbitante" con una serie di interventi atti ad esempio a favorire le imprese che investono e a ridurre l'inevitabile incremento del lavoro in nero.

Dopo aver bastonato il governo Monti, individuiamo invece un punto a favore. Possiamo definire Monti "Mister Spread", perchè in un anno è riuscito a ridurre il tasso di interesse con cui l'Italia si indebita. Se il tasso di interesse si riduce, farsi prestare miliardi di euro dagli investitori internazionali diventa più conveniente. Sembra che nel 2012 siano stati risparmiati circa 5 Miliardi di Euro.

Ricordiamo dunque Monti come colui che non ha fatto altro che farci recuperare l'IMU non versata negli anni del governo Berlusconi, da ciò si è cominciato a mettere a posto i conti dello stato e ad avere maggiore credibilità finanziaria, così da ottenere risparmi sugli interessi finanziari. Purtroppo l'intervento drastico ha abbattuto l'economia italiana, la quale probabilmente dovrà riprendersi da ulteriori periodi di crisi.

Voglio concludere parlando di contributi e previdenza sociale. Il dopoguerra italiano è stato ovviamente il periodo in cui si è assistito ad una crescita demografica maggiore ! Ciò vuol dire che metà della popolazione italiana sta per andare in pensione e ciò sicuramente genererà delle necessità di cassa rilevanti ! Insomma....è difficile essere ottimisti.

L'augurio è solo che alle prossime elezioni non vinca un politico, ma un contabile politico ! L'Italia ha bisogno di persone che sappiano gestire la finanza pubblica e fare interventi mirati di macroeconomia. Non c'è possibilità di agire in maniera liberale e lasciare che il mercato faccia il suo corso, l'Italia è un malato in ospedale che ha bisogno di cure ed interventi, nulla deve essere lasciato al caso.

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